Degustazione della Birra: Consigli utili...
Qualsiasi testo birrario citerà, dogmaticamente e in sequenza, la trinità degli aspetti: prima Visivo, poi Olfattivo e infine Gustativo, Amen. Non sarò io a sovvertire l’ordine naturale delle cose quindi non vi dirò di andare controcorrente e versarvi la birra nell’orecchio o fare impacchi di fondo di lievito in bottiglia per entrare in contatto mistico con il birraio. Si, credo che qualcuno lo consiglierebbe davvero. Comuqnue farò finta di niente e immaginando che voi conosciate già un po’ della teoria ufficiale, mi permetto di aggiungere qualche consiglio pratico mirato.
Non è un frullato
Quando nella prima fase stiamo valutando il colore, la schiuma e la limpidezza della birra è importante che il bicchiere sia stato riempito correttante, se no tanto vale. Se si tratta di una birra rifermentata in bottiglia quindi, prendetela dal frigor/cantina/scaffale e portatela dove si trova il bicchiere facendo attenzione a non scuoterla o capovolgerla come se fosse un succo di frutta. Nessuno nega la sottile goduria nel bere il cosiddetto “shot di lievito“, ma aspettate a versare il fondo dopo aver completato la degustazione.
Riflettori
Non servono, non è un set fotografico, ma non potete pretendere di osservare le sfumature rossicce di quella porter a lume di candela. A parte la diversa percezione personale dei colori, la differenza tra “ambrato carico” e “arancio” o tra “tonaca di frate” e “mogano” potrebbe essere molto sottile. Potete mettere il bicchiere controluce se volete controllare il lievito in sospensione, ma non credo che invece aiuti per il colore. Insomma, anche se per essere precisi ci vorrebbe “la luce naturale di metà mattina”… o se artificiale preferire una lampada a ioduri metallici a bassa pressione con colore della luce a 6000°K (quei fari che emanano luce bianchissima).
Giù il Cappello
Il manuale del giovane birrofilo impone il servizio di una birra con il suo bel cappello di schiuma. Però quando volete scoprire quali aromi misteriosi può offrirvi quella birra, vi consiglio di versarne prima una piccola quantità nel bicchiere ( circa 10 cl ). Perchè mai? Semplice: essendo poca, nel caso la birra sia ancora troppo fredda sarà più facile e veloce scaldarla tra le mani per far emergere le sostanze volatili aromatiche, inoltre in un bicchiere ben servito con un'abbondante schiuma potrebbe volerci un po’ prima che i profumi trovino la strada per arrivare al vostro naso. E per quel che mi riguarda, una volta bevuti un paio di sorsi mi sento sempre un po’ condizionato dai sapori che ho appena sentito. Certo, dopo un po’, con la birra che raggiunge temperatura ambiente probabilmente si svilupperanno definitivamente tutti gli aromi presenti nel bicchiere…
Su il Cappello
Quando poi verserete la birra per bene, per ammirarla nella sua completezza, non abbiate paura e lasciate che si formi una bella testa di schiuma. Oltre alla questione “estetica”, una bella schiuma vi aiuterà per esempio quando state bevendo una birra impegnativa che non si può terminare in tre sorsi. Isola dall’aria e trattiente gli aromi. Perfetto!
Di solito poi le bolle più fini creano una schiuma pannosa e persistente ( e non sto parlando di metodi di spillatura ), ma dipende anche dallo stile. Se il bicchiere è ben pulito questo si traduce anche in una bella aderenza della schiuma alle pareti, uno spettacolo per gli occhi insomma ( per esempio la foto qui a lato dimostra “le doti” di una imperiosa Stille Nacht ).
Leggere i fondi del… luppolo
No, non vi sto suggerendo di procurarvi dei fiori da immergere nella birra, ma una indicazione “statistica” che potrebbe aiutarvi a capire da cosa derivano determinati profumi. Le prime volte che assaggiate stili birrari a voi sconosciuti o poco diffusi, con sapori nuovi, potreste avere dubbi su quali aromi siano effettivamente dovuti al luppolo, quali alle spezie o ai malti. In quel groviglio di “sentori” c’è sicuramente la risposta, e per tirarla fuori potete provare così: prendetevi il tempo che volete per finire il bicchiere. Una volta vuoto, bevete un po’ d’acqua ( basta un sorso, aiuta a resettare il nostro naso ) e poi annusate di nuovo quel poco che è rimasto nel bicchiere. Non è matematicamente sicuro, ma in base alla mia esperienza ho notato che se è vero che i composti aromatici del luppolo sono i primi a svolazzare via dopo aver aperto la bottiglia, è anche vero che una volta finito il bicchiere, in quel poco che rimane sul fondo è più facile identificaare le note luppolate. Quindi è probabile che le note dolci del malto e le eventuali spezie ve le siate bevute, ma annusando il bicchiere potreste identificare quelle (ormai tenui) componenti erbacee e resinose proprie della amata cannabinacea, isolate dal resto.
WebMaster: Greco Basilio